Zazzi
Ghedalia Tazartes - Check-point Charlie
zazzi | 10 Dicembre, 2009 23:48
e nulla leggenda vuole che l'autore di quest'album mi rimanesse oscuro per anni. ovvero era lì nel mio archivio, solo che recava scritta checkpoint charlie e basta; per molto tempo pensai che fosse un oscra band tedesca, poi canadese, poi non so. Infine incontrai le opere di Ghedalia Tazartes e subito mi fu chiaro che mi sbagliavo. L'impronta era la sua, la voce inconfondibile.
Ora ubuweb lo ripropone e tanti auguri. Comunque un ascolto è consigliatissimo, sarà il gusto dell'ignoto per me rimane sempre impresso e uno dei miei preferiti per molto tempo.
Commenti (0) PermalinkMaryanne Amacher
zazzi | 01 Novembre, 2009 21:20
Scopro stasera che l'altra settimana se n'è andata la compositrice Maryanne Amacher.
Mi spiace perchè da quel poco che ho ascoltato di suo era molto interessante, e mi rimarrà la curiosità di immaginare le sue istallazioni sonore che non ho potuto e non potrò sentire.
Per chi vuole approfondire lascio qualche link:
Breve biografia scritta dalla stessa Amacher;
intervista su the wire (marzo 99);
Amacher Archive Project (mooolto interessante);
altri articoli 1 2
Aggiornamento del 28 dicembre 09
Ecco un bel ritratto della Amacher scritto da Alvin Curran per il New York Times
http://opinionator.blogs.nytimes.com/2009/12/27/in-memory-of-maryanne-amacher/?emc=eta1
Commenti (0) PermalinkKrautrock: The Rebirth of Germany (2009)
zazzi | 28 Ottobre, 2009 23:01
Documetario passato sulla bbc
http://www.bbc.co.uk/programmes/b00nf10k
http://rapidshare.com/files/298090522/KTR.part1.rar
http://rapidshare.com/files/298100976/KTR.part2.rar
http://rapidshare.com/files/298104811/KTR.part3.rar
"i did not understand why they had to play hendrix during the street riots..."faust" or "Ton Stein and Scherben" or "Kranemann" would have been more appropriate"
Love
Commenti (2) PermalinkIvo Malec - Triola ou symphonie pour moi-même
zazzi | 18 Ottobre, 2009 20:51
Ritratto di una città - Luciano Berio e Bruno Maderna
zazzi | 17 Luglio, 2009 23:18
"Non vi è luogo, in una grande città, più tetro della stazione ferroviaria. Ad avere occhi abituati non è impossibile scoprire, lungo i marciapiedi e le banchine, il passo di ansiosi fantasmi: esseri invisibili e misteriosi che aspettano treni che forse non arriveranno mai.
E' nel pieno della notte quando tutti il gigantesco edificio pare illuminato da una sola candela e anche questa incerta e semispenta, che la sottile inquietudine di questi viaggiatori percorre ogni struttura facendo vibrare in accordi remoti gli archi e i piloni e tiranti della grande tettoia. E' questa la voce di quelli che vi furono, di quelli che vi saranno, di quelli che si dissero addio, di coloro che vollero andarsene e di quegli altri che vi vollero far ritorno.
...
Ma anche altrove a Milano vivono fantasmi. Nei navigli coperti ad esempio, in questi tunnel neri e malsani le autorità in gran segreto nascondo i cadaveri di coloro che la città ha segretamente ucciso. L'ordine è di tenerli nascosti li sotto immersi nell'acqua per dieci anni, poi vengono trasportati al magazzino centrale di dove escono per la sepoltura definitiva.
Guai se la gente sapesse quanti uomini muoiono ogni giorno a Milano in mezzo alla strada, nei corridoi degli uffici, davanti agli sportelli delle banche, nelle aule del tribunale, nei cortili delle case popolari. Tutti fuggirebbero afferrati alla gola dal terrore e la città rimarrebbe deserta."
E' meraviglioso cosa ci Ubuweb questa volta: Ritratto di città.
Si tratta della prima composizione elettronica registrata nello studio fonologico della Rai di Milano. Da quanto dice la voce di presentazione è uno studio per una rappresentazione radiofonica di Luciano Berio e Bruno Maderna.
Veramente gustoso nastri magnetici, rumori bianchi e varie onde sintetizzate.
Questo lo studio fonologico:
Hugh Hopper
zazzi | 08 Giugno, 2009 22:17
Continuo la serie dei necrologi, altro bassista morto. Che dire su Hugh Hopper? Ma nulla, se non lo conoscete studiate, studiate, studiate, studiate. Non ho altre parole, seriamente.
Aggiungo invece un intervista che può interssarvi di una decina di anni fa, ma molto gustosa qui:
http://panmodern.com/hugh_hopper.html
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Uli Trepte Rip
zazzi | 01 Giugno, 2009 00:03
Prima incontrai il suo nome sulle note di copertina di Unrest degli Henry Cow, disco dedicato a Robert Wyatt e a lui. Poi lo dimenticai probabilmente o non approfondii più di tanto; certo il nome Uli Trepte non passa inosservato, colpisce l'immaginazione, non è neanhce qualcosa di folkloristicamente teutonico. Fatto sta che lo reincontrai solo anni dopo su qualche altra copertina, questa volta di suoi dischi. Era tempo di crauti: Guru Guru.
La notizia è di pochi gioni fa, Uli è morto. In vita riuscì a suonare con Neu!, Faust, Tomorrow's Gift, e altri nomi altisonanti del jazz free e avanguardistico, oltre che essere membro fondante dei Guru Guru e poi Spacebox.
Così scrive Julian Cope su un disco dei Guru Guru: "... in UFO c'è il suono che ogni power trio psichedelico dovrebbe avere. A dir la verità molti di loro erano così finchè le etichette discografiche non li degradarono a improvvisatori e dissero:«Certo, tutto bene, ma la canzone dov'è?». UFO gracchia riff alla Kraut-Sabbath e insiste in assoli guaritori, mentre la batteria a tratti si sposta in territori free-jazz tanto incoerenti con tutto il resto da scatenare momenti senza controllo, roba che disintonizza la testa."
Commenti (0) PermalinkAppunti*1_Trimpin
zazzi | 06 Maggio, 2009 23:42
Riporto qui prima che mi dimentico, un po' di informazioni su Trimpin, artista sonoro.
Alcune cose abbastanza impressionanti.
Da un documentario:
Lui che suona il violoncello:
Piano minimalista?
Di più in music of sound, metafilter
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made in china
zazzi | 05 Maggio, 2009 23:54
Opla' non son morto.
Attualmente in cura, studio aggiunta/modifica, direttamente dagli anni 80:
Songsmith ci salverà!
zazzi | 10 Gennaio, 2009 00:08
E mentre in Itaglia infervorano seriosissime diatribe musicali tra indiscutibili genii violinistici e indiscussi jovani profetii della nuova musica di stato, tutte molto sensate e piene di ottimi propositi, come la danza delle zanzare in amore.
Mentre tutto cio' accade, dicevo, ci toglierà d'impiccio niente meno che mamma Microsoft. Dopo anni e anni di sviluppo i ricercatori della M. danno alla luce il frutto delle loro fatiche: il Songsmith (che visto i tempi potrei rinominare l'AlleviCanzoni). Praticamente si tratta di un software che accompagna cantanti stonati stondando esso stesso, dando però l'illusione di essere intonati e di creare musica col pc. Quindi miei cari amici canterini affettatevi a licenziare i vostri maestri di canto che vi impegnano giornate intere in solfeggi e altre passatiste attività, e con soli 30 dollaroni potete portarvi a casa la soluzione a tutti i vostri problemi: l'AlleviCanzoni il direttore d'orchestra di tutte le vostre sedute (...di registrazione, e di che altro se no?).
Non vi ho ancora convinti? Guardate il video dimostrativo.
Ora se non lo comprate dopo cotanta dimostrazione siete solo dei disgraziati e degli ingrati.
A no è vero è vero a noi non serve, siamo itagliani non c'è bisognio di tutto cio' noi sappiamo tutti già cantare, siamo o non siamo la patria del belcanto, oh cribbio!
Scusate.
Piantone in crisi
zazzi | 24 Dicembre, 2008 14:55
Erano un po' di giorni che sentivo un rumorino:
C'è crisi e anche la mia donna in rosso mi ha abbandonato.
Ah buon natale e buon anno madamalamarchesa.
Che cosa rappresenta?
zazzi | 27 Ottobre, 2008 03:06
Come se non bastasse, quando il dottor Morgenthaler si interessava al significato dell'opera di Wölfli e questi si degnava di parlare, cosa poco frequente, succedeva a volte che al solito: "Che cosa rappresenta?" il gigante rispondesse:"Questo" e prendendo il suo tubo di carta producesse una melodia che per lui non era soltanto la spiegazione del dipinto ma anche il dipinto, o quest'ultimo era la melodia, come è provato dal fatto che molti dei suoi disegni contenevano pentagrammi con composizioni musicali dello stesso Wölfli, il quale riempiva poi buona parte dei quadri con testi in cui ricompariva verbalmente la sua visione della realtà.
Julio Cortázar
Tempo fa sottoponevo ad alcuni amici e conoscenti le foto di queste due tele (cliccate sull'immagine per vedere in dettaglio):
Ero curioso di vedere cosa mi rispondevano, qual'era il loro parere, che cosa ne pensavano. Volevo vedere che credibilità avrei potuto avere: infatti le due immagini altro non si riferiscono che a degli stracci usati per pulire le parti di acciaio della mia bicicletta con un detersivo cremoso abrasivo simil polish. Questa sì è la tecnica segreta che accennavo nelle mail spedite.
Quindi l'intenzionalità di fare qualcosa su questi stracci nel momento in cui strofinavo lo straccio sulle parti non c'era.
Cosa mi sarei dovuto aspettare dalle risposte: era prevedibile che chi mi era più vicino ed in sintonia avrebbe subito capito che era un tranello. Altri, pur avendo cultura e/o sensibilità artistica, esprimevano con un misto di curiosità e di buone maniere di circostanza (il mantenimento di buon rapporti d'amicizia) apprezzamento nei confronti di queste due tele. Altri ancora non avrebbero risposto per pudore, paura (di urtare qualcosa?!?! cosa mai?!?), svogliatezza e dimenticanza endemica, noncuranza, ignavia (?), decrescita, motivi di famiglia, indisposizione (chi più ne ha più ne metta). Che dire un campione ben fornito quindi, risposte altrettanto varie. Chi mi chiedeva del soggetto, chi della tecnica, chi dava interpretazioni e giudizi diversi sulle due tele.Chi subodorava e stava zitto.
Jean Dubuffet raccontando della collaborazione con Asger Jorn in alcuni esperimenti musicali dice: As for the tape recorder,
I was a complete novice. It was only later on that I was to realise
that my recordings, done on amateur equipment, left a lot to be desired
compared to those carried out by professionals. Strangely enough,
however I am not convinced that the latter are really superior.
Similarly, I often prefer photographs taken by poorly equipped amateurs
than those of specialists. In my subsequent dealings with technicians,
I felt that the downside to certain benefits of the care they took in
setting-up their equipment, was an inhibiting effect; even if the
resulting recordings were very clear and free of flaws and hiccups,
they weren't necessarily any more evocative. I believe that all spheres
of the arts could benefit from using simpler techniques.
E' stato un esperimento. Ma, invece, ora più che mai rivendico un valore artistico di questi stracci/tele. Si perchè cos'è, dunque, questa partitura della mia demenza in nero su bianco? Quale è il pentagramma di consapevolezza che genera l'opera d'arte? Quali sono i materiali che la giustificano, la riconoscono, la definiscono in maniera certa e univoca? Cosa potrei suonare/suonarvi, io come Wölfli,per farvi comprendere cosa significa? Vogliamo parlare di significato, soggetto, tecnica e materia? Ebbene dobbiamo prenderci sul serio, farne analisi, ricomporci e raccoglierci come se fosse una cosa sacra? Sprofondiamo un una grossa risata piuttosto. Ma che sia grossa e assordante. C'è tutta la storia dell'arte del secolo scorso a narrarcelo: dada, espressionismo, surrealismo, informale, art brut, arte povera. Devo continuare con la lista della spesa?
Commenti (0) PermalinkMusica Zazzaista / 4 * Storia della teoria finanziaria dalla preistoria ad oggi
zazzi | 17 Ottobre, 2008 00:15
Giusto un esperimento di ieri sera. Niente di eccezionale anche la qualità dell'mp3 che ho uploadato non è delle migliori quindi non aspettatevi. Sono contento invece di essere riuscito a far partire la runtime di max/msp su ubuntu con wine, con la quale ho fatto tutto ciò. Anche se con molta pena delle orecchie che jack mi gracchiava in riproduzione del suono. Ma ora provvederò a sistemare anche lui.
Eccola allora la creazione ispirata a questo stupendo momento di euforia finanziaria.
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I'm an antibutter
zazzi | 04 Ottobre, 2008 13:27
E ora vai con la pubblicità
Dedicata a chi da piccolo stravedeva per i Sex Pistol e/o PIL. Personalmente non mi hanno mai appassionato.
Comunque il ragazzo si è preso un bel po' di sterline, almeno se le scoli in birre alla facciazza nostra. http://www.guardian.co.uk/media/2008/oct/01/advertising.television
Lo spettacolo si sottomette gli uomini viventi nella misura in cui l'economia li ha totalmente sottomessi.
Pretty va-cunt!
Commenti (0) PermalinkNotte intarsiata d'errori - Chiuso per ferie
zazzi | 05 Agosto, 2008 23:51
Bene solo gli affezionati agostani potranno vedere questo video. E' ancora in versione di bozza, esperimento ed è volutamente con errori di compressione, la musica è da rivedere, la farò io con le mie sapienti mani. Spero che vi piaccia questa anticipazione. Il video verrà cancellato tra circa un mese ma intanto vi lascio questa chicca.
Se avete problemi con la visualizzazione potete scaricarlo. QUI.




